Promontorio di Piombino

La Via dei Cavalleggeri

Il nostro itinerario parte da Salivoli, dal parcheggio di Cala Moresca, dove c’è uno degli ingressi alla rete di sentieri del promontorio.
Si inizia a percorrere il n°302, chiamato anche la Via dei Cavalleggeri, i “finanzieri” dell’epoca medievale che controllavano questo tratto di costa, su concessione dello Stato Pontificio alla Repubblica Pisana. I cavalleggeri ebbero anche un’importante funzione di controllo sanitario, per evitare che malattie infettive di quel tempo, come colera e tifo, portate dalla gente di mare, si diffondessero sulla terraferma. Il sentiero è quasi sempre a mezza costa, immerso nella macchia mediterranea, ma nei punti dove si apre, offre spunti panoramici notevoli sulla costa e sulle isole dell’Arcipelago Toscano.
Dopo una serie di saliscendi e rientri verso l’interno, si arriva alla Buca delle Fate con le rocce caratterizzate dai “tafoni”, cavità di varie dimensioni che si formano in rocce granulari come le arenarie. L’acqua salata proveniente dal mare si deposita sulle rocce e evapora con il calore del sole. I cristalli di sale smuovono i granuli di arenaria, che poi vengono rimossi dal vento. Con questo sistema chimico e meccanico le piccole cavità si allargano, si fondono, e le parti più resistenti della roccia formano sottili pareti. Si sviluppa cosi un fantastico reticolo pietrificato, che ricopre la superficie delle rocce.
Da qui si inizia a salire con il sentiero 301 e si passa nella zona delle Buche delle Fate, tombe ipogee etrusche, che sono facilmente visibili lungo il sentiero. Il nome fu dato loro dai taglialegna che, nel secolo scorso, vivevano e lavoravano nella zona. Pensavano infatti che queste cavità fossero la dimora notturna di esseri soprannaturali, benigni. Il nome è poi diventato di uso comune.
Si arriva quindi all’ingresso del Reciso dove, sulla destra, di inizia a percorrere il sentiero 300, di crinale, su comoda strada bianca. Si passa davanti a quello che rimane della chiesetta di San Quirico, e poi con una breve deviazione sulla destra, si arriva ai ruderi del monastero benedettino di San Quirico. Noto attraverso una serie di documenti datati fra il 1029 ed il 1131, è situato sulle pendici di Poggio Tondo, non lontano dall’area dove sorse la città antica di Populonia. Da qui il monastero poteva dominare il tratto costiero del promontorio, sopra all’omonima cala San Quirico e, contemporaneamente, veniva a collocarsi lungo l’itinerario terrestre che congiunge ancora oggi Populonia a Piombino. Oggi sono parzialmente visibili l’area triabsidata della chiesa e le murature del chiostro, con ambienti ad esso collegati. Ritornati sul 300 ci dirigiamo verso Piombino, attraversando la zona di Campo alla Sughera, per poi scendere verso Cala Moresca. Bello il punto panoramico sul Golfo di Piombino.

Informazioni utili – Il percorso è lungo circa 16 km con 600 m di dislivello in salita e discesa. Non ci sono particolari difficoltà ma, anche se in gran parte si cammina all’ombra, lo sconsiglio nel periodo estivo per il gran caldo.

Su Google Maps è possibile vedere tutto il percorso su mappa satellitare. Qui in basso è possibile scaricare la traccia Gps e il depliant illustrativo dei sentieri.