Chi sono

Enea Desi, classe 1959, nato nelle Crete Senesi. In attesa di pensione.
Mi piace camminare, scarpinare, o meglio “fare trekking” come si dice oggi. Mi piace farlo in montagna, nei boschi, sulle colline, in riva al mare e sulla neve, e ovunque ci sia da vedere le meraviglie che Madre Natura ci offre. E anche nelle città, per vedere quello che l’uomo ha saputo costruire di bello. Con lo zaino in spalla che mi dà un senso di libertà incredibile. Ho iniziato all’età di sei, sette anni quando mio nonno, pensionato, mi portava con se in lunghe passeggiate attraverso Siena e le campagne intorno. Mio nonno ha fatto il pastore tutta la vita, e per lui camminare e stare all’aria aperta era essenziale. E anche a me piaceva, e piace tutt’ora: muoversi e vedere luoghi e cose nuove. E quando le distanze sono aumentate, mi hanno aiutato prima la bicicletta poi il motorino. Poi il salto di qualità con Avventure nel Mondo, che mi ha fatto conoscere i grandi viaggi avventura: dalla Patagonia alla Siberia Artica, un viaggio dove per la prima volta un gruppo di AnM arrivava cosi a nord. E con il Club Alpino Italiano che mi ha insegnato a salire più in alto, e soprattutto a muovermi con sicurezza in montagna: dalle settimane in quota da rifugio a rifugio, fino alla vetta del Gran Paradiso a 4060 m, il punto più alto da me raggiunto.

E mi piace fotografare: ho iniziato con la macchina fotografica che mi hanno regalato il giorno della prima comunione. Mi è subito piaciuta la possibilità di poter fissare le immagini che vedono i nostri occhi, e che la nostra mente con il tempo spesso dimentica. “Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento” (Henri Cartier Bresson). Non sono un professionista, catturo solo quello che mi piace o mi colpisce. Ogni tanto partecipo a qualche concorso fotografico amatoriale, con qualche piccola soddisfazione, e tante delusioni… Ho acquistato la mia prima reflex digitale seria a Febbraio 2010, una Canon EOS 7D con corredo di obiettivi, e le foto hanno fatto il salto di qualità. Il fatto di muoversi sempre con lo zaino in spalla, e quindi di essere costantemente alla ricerca di materiali più leggeri, e grammi da togliere, fino ad allora mi aveva sempre fatto usare fotocamere compatte evolute, che offrono un corredo e una versatilità quasi da reflex, purtroppo non con gli stessi livelli di qualità. Anche adesso, quando viaggio con lo zaino pesante, la reflex rimane a casa: porto con me la piccola Canon G5 X Mark II. E i risultati non sono proprio malvagi…