Roccalbegna: le gole del torrente Albegna

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Avevo risalito le gole nel maggio 2003, con tanta acqua e effetti spettacolari. Ci sono ritornato quest'anno ma con poca acqua, soprattutto nella parte centrale, forse a causa delle frane che l'hanno inghiottita. La risalita è più impegnativa che in passato e richiede molta esperienza: ci si arrampica su vecchie frane e grandi massi, uscendo anche dal torrente. Spesso a causa del maltempo ci sono nuove frane nella gola, quindi informatevi prima di eventuali divieti di transito imposti dal sindaco. Si può fare in ogni stagione, ma tenete presente che l'acqua in piena estate non è molta, e nelle altre stagioni è gelida. Portate con voi un paio di scarpe di ricambio e un asciugamano.
Le vecchie foto che vedete sono scansioni di cartaceo del 2003 e sono di Mauro Fazzi, le altre sono della mia recente risalita, ma con poca acqua.

Roccalbegna:
La straordinaria posizione di Roccalbegna (522 metri s.l.m.) è evidente fin dal primo apparire del paese giungendo dalla strada delle Aiuole di Arcidosso. In alto a destra lo spuntone di roccia con in basso i massi imponenti tra cui serpeggia il torrente Albegna, che rendono faticosa e abbastanza difficile la risalita. Al centro il torrione che la domina dalla sommità di uno sperone calcareo detto “Il Sasso”, e a sinistra l'altro poggio roccioso da cui appaiono i ruderi del Cassero. Infine le abitazioni strette tra il Sasso e la Rocca: una griglia di stradine strette e regolari compresse tra i resti delle mura che conservano ancora tracce delle antiche torri. La storia di Roccalbegna segue pressappoco quella di tutti i paesi del territorio amiatino: sicuramente di origine Etrusca, le prime notizie storiche si hanno nel IX sec. d.c. quando sorse come azienda rurale dei monaci dell'Abbazia di S.Salvatore sull'Amiata, che dovettero cederla nel 1200 all'imperatore Ottone IV, che iniziò le opere di fortificazione. Poi feudo dei Conti Aldobrandeschi di Santa Fiora passò alla fine del duecento alla Repubblica Senese che ne modificò radicalmente la struttura urbanistica con un impianto razionale e ordinato ancora perfettamente leggibile e ne rifece le fortificazioni in previsione delle rivendicazioni degli Aldobrandeschi. Seguì quindi la sorte dello Stato Senese fino all'inglobamento nel dominio Mediceo ed alla soppressione dei feudi granducali nel 1751. Il patrimonio artistico conservato a Roccalbegna è di notevole interesse: nell'Arcipretura, in stile romanico e intitolata ai Santi Pietro e Paolo, sono visibili numerose tele (molte di scuola senese) del tardo cinquecento; ma è soprattutto ammirabile l'Altare Maggiore che reca una dossale di pietra con le tre tavole raffiguranti S.Pietro, la Vergine Maria e S.Paolo, residui di un pollittico monumentale considerato tra i capolavori di Ambrogio Lorenzetti. Poco più su, nell'Oratorio del Crocefisso adibito a piccolo museo, sono esposte numerose tele di soggetto sacro tra cui cinque dipinti del Nasini, quattro testate di bara disegnate da Sebastiano Folli, la Croce Astile del XIV sec. e soprattutto la Croce dipinta di Luca di Tommè, maestro assai noto del trecento senese. Verso la porta detta “di Maremma” si incontra la Chiesetta della Madonna, dove sono stati scoperti alcuni resti di affreschi quattrocenteschi e dove era collocato un raro documento figurativo della rivolta antigiacobina del 1799, detta del “Viva Maria”, recentemente restaurata all'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Non si può lasciare il paese senza salire sul Sasso, da dove l'occhio spazia dai tetti del paese fino alla valle bassa del torrente Albegna, e poi fino alle strette di Rocchette di Fazio. E' anche obbligatorio percorrere gli stretti vicoli paralleli del paese con archi ribassati e sottopassi che creano scorci suggestivi tra le abitazioni strette tra il Sasso e la Rocca.
Itinerario: si lascia l'auto nel parcheggio al di sotto del ponte sull'Albegna, all'ingresso del paese venendo da Arcidosso. Si entra nel letto del fiume e si inizia subito a salire tra i massi saltando continue cascatelle. Man mano che si prosegue l'ambiente diventa sempre più grandioso, i pietroni si fanno giganteschi, accatastati alla rinfusa a creare giochi d'acqua degni delle migliori fontane. La parete sinistra si fa sempre più alta e incombente, con rari alberi avvinghiati alle rocce. La gola continua e anche la parete destra si alza, anche se meno verticalmente. Dove la falesia sinistra diventa più verticale si giunge a un laghetto in miniatura dall'incredibile color turchese in cui si getta l'ennesima cascatella. Si prosegue ancora per il fiume che si incassa in una curva spettacolare con tre bellissimi scivoli d'acqua e rocce coperte di muschio. Lo scenario è bellissimo, immerso nell'ombra tagliata da lame di sole che si infiltrano fra le rocce e gli alberi. A questo punto l'itinerario offre due scelte: si può proseguire in acqua fino alla vecchia diga quindi uscire sulla destra e trovare la vecchia strada che ci riconduce al paese (traccia Gps n°1), oppure, per non bagnarsi, circa 200 m prima della diga, ci inerpichiamo a sinistra sul ripido pendio (traccia Gps n°2) fino ad arrivare ad un campo che attraversiamo fino a una strada poderale che scende in paese.
Cartografia: carta IGM scala 1/25000, foglio 29, III-NO.
Informazioni utili: per tutto il giro e la visita al paese è sufficiente una giornata. A Roccalbegna trovate ogni genere di servizio, ma nei giorni festivi la maggior parte sono chiusi. Info nel sito del Comune di Roccalbegna. Numerose le Oasi protette da visitare nei dintorni: in primis quella dei Rocconi di proprietà del WWF, il Parco Naturale del Monte Labbro, e il Parco Faunistico del Monte Amiata.
Su Google Maps è possibile vedere tutto il percorso su mappa satellitare cliccando qui, e in basso è possibile scaricare le tracce Gps dei due percorsi.

La gola dove scorre il torrente Albegna
Maggio 2003, Roccalbegna visto dal torrente
Agosto 2016, Roccalbegna vista dal torrente
Un grande albero trascinato da una frana
Maggio 2003, la grande parete sovrastante
Agosto 2016, la grande parete sovrastante
Maggio 2003, la cresta
Agosto 2016, la cresta
Maggio 2003, cascatelle
Agosto 2016, poca acqua
Agosto 2016, il primo laghetto
Agosto 2016, giganteschi massi franati
Agosto 2016, ancora un tratto con poca acqua
Maggio 2003, acqua abbondante
Agosto 2016, ancora un laghetto
Qualcuno ha lasciato il segno
Agosto 2016, stratificazioni
Maggio 2003, verso la parte alta del torrente
Maggio 2003, stratificazioni
Agosto 2016, una bella pozza
Maggio 2003, cascatelle
Agosto 2016, cascatelle
Maggio 2003, la vecchia diga
Il monte Labbro visto all'uscita del torrente
Roccalbegna da un insolito punto di vista
Arrivo a Roccalbegna
Il paese con sopra il Sasso
Uno dei caratteristici vicoli