Fotografare il paesaggio: tecnica e attrezzatura

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Cerchiamo intanto di dare una definizione alla parola paesaggio in fotografia, anche se non è facile e la cosa è molto soggettiva: io direi una porzione di spazio (o mondo) dove non c'è un soggetto ben preciso. Se ci fosse un soggetto ben preciso quello indicherebbe il genere della nostra foto.
Per fotografarlo bene bisogna essere un poco artisti. Infatti, la tecnica che si usa è ripresa dai grandi pittori dei secoli passati: la profondità, la tridimensionalità e la regola dei terzi sono sempre stati usati nel passato, e si usano tutt'oggi allo stesso modo come regole di base, cercando però ognuno di avere un proprio stile. Vediamo le regole più importanti:
Quando: al mattino o verso il tramonto sono i momenti migliori. I colori sono più caldi e intensi, e le ombre più lunghe danno una maggiore profondità. Il giorno può andar bene per le zone più chiuse o in ombra (strette valli, crepacci, città ecc), dove le ombre possono creare effetti di luce.
Composizione: usare la regola dei terzi (Vedi foto in basso). Immaginate di dividere la foto con due linee orizzontali e due verticali, cioè in nove rettangoli: posizionate nelle intersezioni i punti forti a cui volete dare più risalto, e sulle linee guida l'orizzonte, posizionandolo al centro solo quando si vuol creare una simmetria. Lo stesso discorso per le linee verticali.
Regole principali: Non mettete mai troppo cielo, specialmente quando è tutto azzurro, al massimo un terzo della foto. Stesso discorso per mare o grandi pianure.
Quando si usa il grandangolo (quasi sempre) posizionare un “oggetto” in primo piano per dare tridimensionalità e profondità; esempio una roccia, un cespuglio o altro.
Usare le diagonali come linee guida in modo da condurre lo sguardo dentro la foto: fiumi, strade ecc.
Cambiate il solito punto di visione, non scattate dal primo posto dove vi fermate. Provate anche a mettere la fotocamera in terra, o tenerla molto in alto con le braccia.
Usate tempi più lunghi per avere un effetto seta sull'acqua quando fotografate onde, torrenti, cascate ecc.
E perchè no, provate anche le funzioni automatiche della fotocamera: molte hanno l'impostazione paesaggi che spesso da buoni risultati, e provare non costa niente.
Usate il ritaglio: con un buon ritaglio molte foto cambiano completamente in meglio.
Fate foto panoramiche scattando in sequenza una accanto all'altra e poi unendole con appositi programmi tipo Photomerge o Autopano.
In genere mettere a fuoco sulla linea del terzo inferiore usando come impostazione 1 punto AF. 
Utilizzare quasi sempre diaframmi molto chiusi per avere un'ampia profondità di campo, tipo f/11 o f/16. No più chiusi, come f/32, perchè portano a una forte diminuzione della qualità d'immagine a causa della diffrazione, un fenomeno che riduce la nitidezza e il contrasto delle immagini.   
ISO 100 o poco più è l'impostazione da preferire per avere meno grana/rumore, e poter applicare meglio la maschera contrasto per aumentare la nitidezza.
Come obiettivo è preferibile usare un grandangolo: cattura la vastità del paesaggio, esalta la prospettiva, da senso di profondità alle foto, ma anche lo zoom può andar bene per catturare  piccole porzioni di paesaggio. Usate sempre il paraluce.
Portate sempre con voi un filtro polarizzatore: aumenta il contrasto delle nuvole, il cielo è più intenso e toglie i riflessi.
Il cavalletto diventa importante: diaframmi chiusi e Iso bassi aumentano i tempi di esposizione e il  micromosso è in agguato. Inoltre offre il vantaggio di poter scattare più foto con esposizioni diverse da sovrapporre e unire per creare immagini HDR (High Dynamic Range, Ampia Gamma Dinamica).

  
Le linee guida e in rosso i punti di forza