Sardegna: Selvaggio Blu

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Un mito fra gli escursionisti: chi lo ha percorso lo ha definito uno dei trekking più belli del Mediterraneo e anche il più difficile se percorso per tutto il suo sviluppo. Bello perchè si cammina in uno degli ultimi scenari costieri d’Italia ancora integri, in un ambiente intatto senza cavi elettrici asfalto e cemento, ne insediamenti fissi se escludiamo gli ovili dei pastori. Difficile perchè il percorso a piedi si alterna ad arrampicate fino al 4° grado e calate in corda doppia da 15 a 50 metri, sospesi sul mare azzurro con bivacchi e pernottamenti sulla spiaggia, obbligando quindi a portarsi tutto in spalla o farsi rifornire dal mare. Da Pedra Longa verso Capo Monte Santu, Porto Cuao, Cala Goloritzè e poi lungo il Golfo di Orosei fino a Cala Sisine; ci sono anche delle varianti che lo allungano. Il sentiero “Selvaggio Blu” è stato aperto ufficialmente nel 1987 da Peppino Cicalò e Mario Verin: c’erano già stati altri tentativi in precedenza, ma mai nessuno era riuscito a percorrerlo completamente. E infatti data la difficoltà del percorso questo sentiero viene percorso in media da un centinaio di persone ogni anno. Per tutti gli altri c'è la possibilità di arrivare nei punti più belli del sentiero a piedi dall'interno; bisogna comunque avere una base di appoggio in zona e in parte muoversi con mezzi fuoristrada.
E così a Maggio 2008 mi sono deciso ad andarci, scegliendo come appoggio la Cooperativa Goloritzè (organizza anche il Selvaggio Blu vero e proprio) che ha un comodo rifugio nella piana di Golgo, base ottimale per le escursioni. Abbiamo concordato insieme gli itinerari e in una settimana sono riuscito a vedere tutti i punti più belli che mi interessavano. Le escursioni sono abbastanza difficili, alcune per la lunghezza e i dislivelli, ma soprattutto per il tipo di terreno roccioso su cui si fa fatica a camminare. Fatica che viene ripagata dagli spettacolari panorami sulla costa con pareti a picco fra le quali si incastrano spiagge meravigliose e poco frequentate: Cala Goloritzè, Cala Sisine, Cala Luna solo per citarne alcune. E poi anche l'interno, aspro e roccioso, con gli ovili dei pastori in posti impervi e impensabili, le piante centenarie, la bella Piana di Golgo, Serra Salinas a 400 metri di altezza da dove si vede Cala Goloritzè, Serr'Ovra punto panoramico dal quale si domina il Golfo di Orosei e parte dell’entroterra, il sentiero panoramico mozzafiato verso Pedra Longa solo per citarne alcuni. Causa le lunghe distanze sono necessari dei mezzi fuoristrada per arrivare agli attacchi dei sentieri, e l'ultimo giorno abbiamo fatto il rientro in barca vedendo tutto il percorso del Selvaggio Blu dal mare. E non si dimentica nemmeno le cene al rifugio tutte a base di prodotti tipici sardi.

Informazioni utili: il sito ufficiale di Selvaggio Blu, la Cooperativa CoopGoloritzè che gestisce questo trekking e anche altri in Sardegna.

Cartografia: vi consiglio l'acquisto della guida ufficiale “Il sentiero Selvaggio Blu” di Corrado Conca acquistabile sul sito delle Edizioni Segnavia. Cartine dettagliate della costa sono acquistabili presso il Rifugio di Golgo. Carte IGM 1:25000, Baunei e Capo di Monte Santu  518 III, Cantoniera Genna Silana  517 I, Dorgali  500 II, Punta Lattone  518 IV.

In fondo alla pagina è possibile scaricare il programma dettagliato da me percorso e che vi consiglio.

Su Google Maps puoi vedere la mappa satellitare con i punti da noi raggiunti cliccando qui.

La Piana di Golgo
La chiesa di San Pietro in Golgo
La vela della chiesa
Olivi secolari
Salendo verso Serra Salinas
Il Golfo di Orosei da Serra Salinas
Aggrapparsi a tutto...
L'urlo del ginepro
L'Aguglia di Goloritzè vista da Serra Salinas
L'arco di Cala Goloritzè
Ovile panoramico
Pedra Longa vista dalla Cengia Giradili
Lo Stagno di Tortoli e Arbatax
Sulla cresta
Panorama dalla cresta
L'Arco di Pietra
Cala Luna
La costa vista dal mare
Portu Cuau
Pareti a picco sul mare