Viaggio nella Siberia Artica

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Un uomo in catene attraversa le distese ghiacciate per l'eternità. In lontananza, forse, si muove un branco di renne, o un cacciatore getta un'ombra sulla neve. Ed è tutto. La Siberia occupa un dodicesimo delle terre emerse dell'intero pianeta, ma questa è l'unica certezza che ci lascia nella mente. Una bellezza desolata, una paura indelebile. Il vuoto si fa ossessivo. Fino a pochi anni fa, solo cinque città disseminate lungo la Transiberiana erano aperte sotto sorveglianza agli stranieri, e il resto della Siberia era avvolto in una coltre di dicerie. Anche oggi i bianchi spazi inducono fantasie e inquietudini. C'è un luogo dove gru bianche danzano sul Permafrost, dove una grande città va alla deriva tra i banchi di ghiaccio, dove i mammut riposano sotto i ghiacciai. E ci sono luoghi (si potrebbe temere) in cui gli orrori dei gulag continuano in segreto e vengono ricostruite le basi missilistiche sotterranee...”
(Colin Thubron – In Siberia)

Aprile 2004, quando mi arriva il catalogo di Avventure nel Mondo noto subito che c'è una novità: viene proposto per la prima volta un viaggio in Siberia, una terra che mi ha sempre affascinato per la sua grandezza e i suoi misteri. Non ci penso due volte e spedisco subito la scheda di adesione; decisione vincente poiché viste le difficoltà oggettive del viaggio il numero dei partecipanti viene chiuso a dodici più il coordinatore a fronte di un centinaio di richieste. Iniziano i primi contatti con Sandro (coordinatore) e iniziano anche le prime difficoltà: “Cosa ci andate a fare voi italiani in Siberia a nord del lago Baikal se non c'è niente?” vogliono sapere i russi alla nostra richiesta del visto di entrata. “I turisti” è la risposta non molto convincente. Ma i turisti occidentali secondo i russi vanno solo nelle grandi città come Mosca o San Pietroburgo dove possono spendere tutti i loro dollari, non in Siberia dove i turisti sono quasi sconosciuti e le strutture per accoglierli sono quasi assenti. E poi l'agenzia che ci deve dare gli inviti (in Russia senza invito non si entra) ci vuole cambiare il programma a suo piacimento... E poi bisogna trovare una guida che conosca i luoghi e che parli almeno l'inglese, perchè capirsi con il russo... E poi ci sono problemi con un tratto di strada tra Neryungri e Iakutsh (760 km) che dobbiamo percorrere obbligatoriamente: se piove è impraticabile, se non piove la polvere soffoca, se nevica poi... E poi l'acqua potabile di quelle zone è imbevibile per noi e dovremo trovare quella imbottigliata... E poi c'è sempre qualche altro piccolo intoppo che muta il programma iniziale, tanto che alla fine di Luglio non abbiamo ancora nessuna certezza di partire e la data programmata è il 31 del mese.
Quattro giorni prima della partenza arriva la conferma: si parte! Ci hanno concesso i visti, siamo riusciti a imporre quasi del tutto il nostro programma, abbiamo la guida che, udite udite, parla italiano ma non è mai stata nei posti dove vogliamo andare (avventura anche per lui), l'acqua in bottiglie si trova abbastanza facilmente e per quanto riguarda la strada si vedrà al momento. Prima tappa Mosca, dove sostiamo due giorni, perchè non si può andare in Russia senza visitare la capitale: il Cremlino, la Piazza Rossa, il Mausoleo di Lenin, il Teatro Bolshoi, palazzi con le guglie dorate, l'imponente e discusso monumento a Pietro il Grande, le Matrioske con la faccia di Berlusconi (???), la vodka (i russi la usano anche annacquata per pasteggiare e l'alcolismo è una grave piaga sociale), ma quello che mi impressiona di più è il grande spiegamento di polizia e guardie private (paura dei Ceceni o dei furti?) e il grande numero di poveri che chiedono l'elemosina per le strade vicino alle chiese e ai monumenti, e che quasi sempre vengono cacciati a spintoni dalla sicurezza. Negozi che vendono merce occidentale di lusso (in gran parte italiana) sono in ogni strada e tutti sono protetti da una guardia privata o poliziotto, luci e colori della pubblicità sono ovunque e se non fosse per lo stile dei palazzi si potrebbe pensare di essere a New York... Il giorno decidiamo di mangiare con un panino, entriamo in un alimentari e io compro pane e formaggio: addento il pane e cosa c'è dentro? uvetta.... che gusto con il formaggio... La temperatura è di circa 30 gradi e l'umidità altissima: non sembra nemmeno di essere cosi a nord. Ma la cosa che più mi è piaciuta è stata la crociera lungo la Moscova, il fiume che attraversa la città, che ce la fa vedere con una nuova prospettiva. Ed è qui a Mosca che iniziamo a capire la mentalità dei russi: capiscono solo quando vogliono capire e quello che vogliono capire, o sono duri o ti ignorano, e il loro motto è “perchè devo fare oggi ciò che posso fare domani?”, nostra guida compresa. Mi sto ancora chiedendo come hanno fatto ad arrivare sulla luna.
Il 2 Agosto si parte per la Siberia: volo aereo destinazione Irkutsk sulle sponde del fiume Angara vicino al lago Baikal, il più grande specchio d'acqua dolce del mondo, talmente grande che l'acqua in esso contenuta in caso di siccità potrebbe far sopravvivere la Russia per quattrocento anni. La città è molto bella, con caratteristiche case in legno e splendide chiese, caotica e molto disordinata; ci serve anche come base per visitare un villaggio tipico del popolo dei Buriati e per una escursione a Listvyanka, pittoresca località situata alla confluenza del fiume Angara con il lago. Qui per la prima volta assaggio l'Omul il pesce tipico del Baikal che viene essiccato e affumicato: buonissimo, anche se la puzza di pesce affumicato ti rimane addosso per giorni e giorni... l'ho riportata a Siena in valigia. Si parte quindi per l'isola di Olkhon, la più grande del lago: “Solo quattro ore di autostrada” dice il nostro autista (un duro che ha fatto cinque anni di guerra in Afghanistan), ma autostrada per loro vuol dire si una strada larga 20 metri, ma sterrata con buche sassi fango polvere e priva di segnalazione. Arrivati al traghetto ci mettiamo in fila perchè non ha un orario certo; “Forse arriva alle tre” ci dicono alcuni indigeni del posto accampati in una tenda mongola e che vendono un po di tutto da mangiare anche se lo sporco abbonda più del mangiare. Vabbè, nell'attesa almeno si mangia. Traghettiamo, e dopo diamo un passaggio ad un pescatore che ci accompagna fino al villaggio di Khuzhir, unico centro dell'isola. Il nostro alloggio è nuovo di zecca e pulitissimo, ma ci si lava con acqua piovana (niente doccia) e il gabinetto è una buca in terra chiusa da quattro assi... In compenso la padrona è una cuoca eccezionale e ci prepara sempre piatti tipici: colazione con tè forte, risolatte, focaccine fritte e fiocchi di formaggio fresco. Cene con pane nero russo (di cereali con un sapore un poco acido), zuppe di vario tipo, l'immancabile Omul in svariate versioni e i “Pelmeni”, polpette di carne avvolte in una sfoglia di grano tenero. Alla mia domanda di che tipo di carne contengono la risposta è un po evasiva “Un po di tutto, interiora e altro compreso”.... Però sono buonissimi. E per bere birra russa, sciroppi e infusi di frutta e naturalmente acqua del lago che noi purtroppo non possiamo bere. Per fortuna Santa Coca Cola è anche qui, Nutella e Ferrero Rocher compresi. Nei due giorni di escursioni l'isola si rivela bellissima: le sue lunghe spiagge bianche con qualche russo accampato in tenda a fare le ferie, le Rocce dello Sciamano caratteristica formazione rocciosa sul Maloe More (Mar Piccolo) e l'interno con laghi azzurri fra la prateria (con tante stelle alpine più grandi delle nostre) e la boscaglia. E la sera con la luce bassa del tramonto è uno spettacolo da non perdere. Il 7 Agosto si riparte per Baikaldar dove sostiamo in una specie di villaggio turistico per la gente del posto, nuovissimo, senza acqua calda che per i siberiani è normalissimo, e dove si mangia solo all'aperto sotto una tettoia; la cosa buffa è che basta sedersi ti portano da mangiare, senza chiedere niente, quello che c'è, a qualsiasi ora, tutto compreso nel prezzo. Boh? Meglio approfittare, i giorni successivi andiamo a nord e non si sa mai. (Segue...)
Se vuoi leggere tutto il racconto del viaggio scaricalo in fondo alla pagina. Le foto in questa pagina non sono di buona qualità in quanto sono state fatte con una delle prime digitali che erano sul mercato.
Guida e cartografia: Lonely Planet - Russia asiatica, un'ineguagliabile terra di frontiera (EDT srl). Se poi volete rendervi conto meglio delle difficoltà per muoversi in queste zone leggete La bizzarra impresa di Danilo Elia, che racconta il viaggio di due ragazzi da Bari a Pechino con una Fiat 500 vecchio tipo attraversando anche alcune città in questa zona.

La città di Irkutsk
Cibo con strani colori...
L'Omul, il pesce del lago Baikal
Verso le sponde del lago
In attesa del traghetto
La strada sull'isola di Olkhon
Khuzhir, il centro abitato più importante dell'isola
Colazione siberiana
La stazione degli autobus
Le Rocce dello Sciamano
Panorama sul lago
La strada verso il centro dell'isola
Un piccolo lago sulla costa
Riflesso sul lago
Le sponde del lago Baikal
Temporale sul lago Baikal
La città di Severobaikalsk
Una tipica casa
La cucina...
La Stella Rossa è su tutte le porte
Mezzi di trasporto locali
Donna Evenki
Gli unici incontri per la strada
In partenza per vedere il Gulag
Tappeti di licheni
I resti del Gulag Akokan (1931-33)
Le sbarre delle finestre
Monumento alla BAM:
Lungo la BAM, dal finestrino del treno
Lungo la BAM, dal finestrino del treno
Lungo la BAM, dal finestrino del treno
La piazza centrale di Tynda
Miniera di carbone a cielo aperto
Tramonto siberiano
Alba sul fiume Lena
La città di Iakutsk
Una casa affondata nel Permafrost
Mirny, la città dei diamanti