Montaione, San Vivaldo e la valle del fiume Egola (Evola)

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Itinerario di Roberto Rosi del CAI Siena, che ringrazio.

Montaione, che fa parte dell'"Associazione città del Pane", è famosa per il tradizionale pane toscano sciocco, cioè senza sale, che qui si produce seguendo ancora la tradizione perpetrata nei secoli. Ma anche il suo territorio, che si affaccia sulla valle del fiume Elsa, caratterizzato da dolci colline con vigneti oliveti e viali di cipressi, merita una visita approfondita. Insieme a San Vivaldo, con il Sacro Monte o Gerusalemme di Toscana, che riproduce la Gerusalemme di Palestina. Tutto iniziò nel 1300 quando il francescano Vivaldo Scricchi si ritirò nella zona in eremitaggio, per poi morire dentro un castagno che gli faceva da casa. Qui i francescani costruirono un eremo, poi trasformato in convento nel 1497. Nel 1500, per dare alla popolazione la possibilità di fare un pellegrinaggio senza andare a Gerusalemme, allora occupata dai turchi, furono costruite le 25 cappelle, di cui oggi solo 18 sono visitabili, riproducendo in scala esatta ma ridotta la Gerusalemme del XV sec.
Questo nostro percorso li collega entrambi, attraversando prima la valle del fiume Egola (Evola per i montaionesi), e successivamente la Riserva ANPIL Alta Valle del Torrente Carfalo. Si parte dalla centrale piazza Gramsci, dove è possibile lasciare l'auto, imboccando via XXVIII Luglio fino a via delle Pozzole. Qui troviamo il segnale indicatore "Itinerario 3, Montaione - Tre Ponti - Fiume Evola - San Vivaldo". Prendiamo il sentiero e lo seguiamo sempre fino ad arrivare a San Vivaldo. Lungo il percorso, tutto nella valle dell'Egola, oltre a una serie di pozze e cascatelle, troviamo il caratteristico "Pozzo Sfondato", un pozzo molto profondo che ha la particolarità di avere la parte superiore più stretta della parte sommersa. Da notare lungo il fiume i particolari lastroni di pietra del suo letto.
Arrivati a San Vivaldo, merita una visita guidata alle Cappelle del Sacro Monte, visita che dura circa un'ora. Vicino alla chiesa c'è anche un bar ristorante dove fare una sosta.
Si prende poi il sentiero che parte davanti alla chiesa, tenendosi sempre a sinistra e costeggiando il lato destro della SP26 delle Colline, che poi attraversiamo. Attenzione, da qui fino a Bosco Gucci (Riserva ANPIL) il percorso non è segnato, e con numerose tracce, quindi fate riferimento alla traccia GPS oppure alla mappa satellitare. Attraversata la SP26 ci manteniamo sulla destra di via Cerroni, fino al pannello con mappa della riserva che indica "Alta Valle Torrente Carfalo - Bosco Gucci". La mappa dei sentieri è visibile anche sulla pagina del sito. Da qui prendiamo il sentiero che aggira a sinistra il Poggio Romiti, fino ad arrivare al pannello Cerroni. Lungo il percorso si aprono punti panoramici verso il mare, le Alpi Apuane e l'Appennino. Arrivati nuovamente alla strada asfaltata, la attraversiamo e prendiamo la campestre di fronte in leggera salita, che ci porta a scendere nuovamente nella valle dell'Egola. Arrivati al ponte, con una ripida salita su asfalto, ritorniamo a Montaione.
Il percorso è di media difficoltà e richiede circa 5 ore senza le soste, è lungo circa 16 km con 700 metri di dislivello in salita e discesa. Sconsiglio di effettuarlo in caso di piogge nei giorni precedenti.
Informazioni utili sul sito ufficiale di Montaione.

Su Google Maps è possibile vedere la mappa satellitare con il nostro percorso e, qui in basso, si può scaricare la traccia Gpx per il navigatore.

Si scende subito nella valle dell'Egola
Un vecchio ponte che portava al molino
Un tratto dove il fiume scorre tra le rocce
Uno dei tanti pozzi e cascatelle che si incontrano
L'Appennino innevato spunta tra gli alberi
Il Pozzo Sfondato
Il caratteristico letto del fiume
Ancora pozze e cascatelle
Il Convento di San Vivaldo
Le prime Cappelle che si incontrano
Interno della Cappella del Cenacolo
La chiesa intitolata a San Vivaldo
Interno della chiesa
Il mare e la costa tirrenica in lontananza
Si torna verso Montaione
L'Appennino davanti a noi