Valle d'Aosta: le Scale Infernali di Barmelle

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Testo e foto di Daniele Mora

Esistono sentieri che diffondono fortissimo il loro alone di storia; ne è intriso ogni sasso, ogni albero e persino l’aria che si sta respirando. Hai sentieri ho dedicato più di una storia, immaginando che avessero un’anima o che conservassero la memoria, ma meglio di me ha fatto Giovanni Angelini che hai sentieri ha consacrato una vita in una vera e propria apologia sui sentieri che… “pur vivono della vita degli uomini”. Così propongo questo tracciato dove anche se la meta è di tutto rispetto il vero protagonista è il sentiero.
Si tratta di raggiungere l’antico alpeggio di Barmelle, nella bella valle di Champorcher (Aosta), e da lì salire fino alla cresta detta Tete du Mont ma, una volta posteggiata l’auto e sollevato lo sguardo al perpendicolare pendio che ci sovrasta, davvero facciamo fatica ad immaginarci da dove si possa passare. L’incipit è tranquillo ma ingannatore. Un discreto tracciato di modesti saliscendi tra grosse pietre ricoperte di muschio, vegetazione, alberi e un piccolo ponte. Sembra che il sentiero indugi in piano cercando il punto giusto per spiccare il suo volo e infatti, dopo qualche centinaio di metri, si stacca dal suolo e prende quota maestosamente. Sarà un’esperienza unica, ardita e favolosa. Il sentiero sale: ripido e vorticoso addossato alla parte che lo esalta e lo nasconde, lo libera e lo imprigiona. Confuso tra gli alberi ed il verde, celato tra il cielo e la roccia. Per la maggior parte sono gradoni: irregolari e sconnessi, ma con una propria logica audace. Massi e sassi longitudinali incastrati tra terra e roccia. A volte protetti da basse lastre di pietra a volte cintati da pietose e sghembe palizzate nei tratti più esposti. Una salita continua e incoerente. Giravolte improvvise, tornanti nervosi, segmenti di sentiero a zig zag sovrapposti uno sopra l’altro apparentemente disegnati a caso sull’immensa tela della parete rocciosa. Nel salire ci si chiede, “ma da dove passiamo?”, quando ti giri ti sorprendi, “ma siamo passati da lì?”, tanto confuse ci appaiono le caotiche e bizzarre sezioni delle “scale”. Dopo infiniti gradini, tornanti, strapiombi e tratti necessariamente attrezzati, il sentiero si addolcisce nei pressi di un grezzo fontanile di pietra dal quale, in una passeggiata più tranquilla, ci porta allo sperone di Barmelle in poche decine di metri. Ben curata e dipinta di bianco, affacciata sui monti e a perpendicolare sulla valle, spicca l’antica chiesetta, ma più dello spettacolare panorama che ci mostra Madre Natura, a riempire i nostri pensieri è ancora il fantastico sentiero appena percorso. Dopo altri 320 metri di salita ripida ma “normale” a mezzogiorno arriviamo alla Tete du Mont dove qualche nuvola dispettosa ci nega la vista della valle “di dietro” (La Valle Centrale verso Aosta). Dalla cima prendiamo il sentiero ad anello che ci farà raggiungere il paesino di Grand Rosier, oggi comodamente raggiungibile in auto dalla statale ma che per noi sarà solo una tappa. Anche la discesa sul versante opposto è a picco sulla parete con qualche tratto attrezzato. E’ tutto molto verticale ma molto affascinante. Raggiungiamo il paese di Grand Rosier dove, cercando invano il ripido (e ti pareva) sentiero che taglia di netto verso la statale, siamo costretti a chiedere informazioni a due coppie di anziani signori. Vedendo i nostri zaini ci chiedono da dove veniamo.
-Scendiamo da Barmelle.- Dichiariamo noi.
-Ma non avete posteggiato qui la macchina?- Ci domandano indicando il paese dove ci troviamo.
-No no!- Esclamo risentito, -l’abbiamo lasciata a Dublanc e stamattina siamo partiti da lì.-
Una delle signore ci squadra da capo a piedi.
-E siete saliti per quelle Scale Infernali?- Ci chiede.
-Eh si, Signora. Ci siamo saliti.-

Come arrivare - Da Ivrea, si percorre l’Autostrada A5 che si immette nella Val d’Aosta uscendo a Pont Saint Martin. Si imbocca la statale SS26 in direzione Aosta e dopo lo scenografico Forte di Bard alla prima rotonda si gira a sinistra seguendo per Valle di Champorcher (cartelli marroni). Si supera la Dora Baltea e si oltrepassa il piccolo paese di Hone. La strada si inerpica subito in cinque o sei tornanti che offrono la spettacolare vista della Fortezza Medievale. Da Hone, dopo una decina di chilometri si raggiunge il paesino di Sallaret. Subito dopo due tornanti ben evidenti un singolo cartello ci segnala la frazioncina di Dublanc e le indicazioni (cartelli gialli) per il sentiero 14B per Barmelle e la Tete du Mont. Si posteggia in una lunga piazzola sulla sinistra pochi metri più avanti.

Il Percorso - Sul lato opposto della strada all’altezza dei cartelli si risale la stradina di accesso del Residence “Villa Franchini”. Il sentiero (Cerchio giallo 14B - freccia – quota 1110) inizia sempre ben evidente alla sinistra dell’Hotel. Ci si immerge decisi tra gli alberi e il sottobosco ai piedi della montagna lungo un tracciato in leggera salita (E). Dopo 650 metri, in cui si sale solo di 130, il sentiero inizia la sua vorticosa ascesa e ci impegna non poco, solo qualche traverso ci consente di prendere fiato un paio di volte. E' un percorso incredibile, scavato a ridosso della parete rocciosa che sfrutta cenge naturali. Si gira e si rigira in innumerevoli tornanti addossati l’uno sull’altro, quasi sempre ben gradinato e agevole, ma in molti tratti sono presenti corde e catene per facilitare la salita in punti particolarmente ripidi o esposti (EE). A quota 1495 si incontra un abbeveratoio di pietra molto antico che in qualche modo segna la fine delle “scale” e ci annuncia l'alpeggio di Barmelle pochi metri più sopra (1540 m). L'alpeggio non è del tutto abbandonato. La chiesetta è ben tenuta e la posizione offre un panorama notevole sulla Valle di Champorcher. Dopo la Barmelle speriamo in un tracciato meno ripido ma ci illudiamo. Risaliamo il prato sopra l'alpeggio dove tra i primi alberi una grossa lastra di sasso ci indica la direzione per la Tete du Mont (cerchiolino giallo -14B- freccia). Alla cima mancano circa 320 metri di dura salita. Raggiunta la dorsale tiriamo il fiato e ci affacciamo sulla spettacolare (nuvole permettendo) Valle Centrale con lo sguardo che spazia verso Aosta. Seguiamo a sinistra la stretta lama della cresta su tracciato agevole e dopo 200 metri in piano raggiungiamo la croce di ferro della Tete du Mont (1897 m). Per il ritorno è ovviamente possibile riprendere il medesimo sentiero dell'andata o prendere il lungo sentiero ad anello che aggira la cima verso la frazione di Grand Rosier passando per il Col de Plan Fenetre. Dalla Tete du Mont rifacciamo poche decine di metri riportandoci sulla dorsale, qui voltiamo a sinistra e prendiamo il sentiero (ben battuto e sempre evidente) che si tuffa letteralmente lungo il pendio per un centinaio di metri. Anche in questo tratto sono presenti corde e appigli di ferro per i tratti scoscesi o ripidi. Poca roba ma occorre un po' di attenzione. Il tracciato si pianeggia e in leggero saliscendi raggiunge il passo del Col de Plan Fenetre (1700 m). Discesi di pochi metri si ha la possibilità di prendere un largo sentiero sulla destra per raggiungere a 120 mt lo spiazzo dove sorge un caratteristico Oratorio alpino. Dal passo il percorso digrada facile ma con buona pendenza lungo un bel bosco di pini fino a raggiungere il vasto pianoro di Grand Rosier (1450 m). Si entra nel paese mantenendoci sulla sinistra fino al prato che si affaccia sulla valle, dove si individua facilmente il sentiero quasi pianeggiante che declina dolcemente verso degli alberi. Questo tratto risulta quasi abbandonato e una volta entrati nel bosco è scarsamente identificabile ma senza mai sparire del tutto. Anche questi ultimi 300 metri di dislivello che ci riportano sulla statale sono ripidissimi, scalinati e protetti da palizzate nell'ultimo tratto. Sbuchiamo sulla statale (1130 m) e percorriamo i 230 metri asfaltati che ci separano dalla nostra auto chiudendo un fantastico anello.

Riepilogo
Tipo di escursione: prevalentemente (E) con alcuni passaggi (EE)
Nome: Anello di Barmelle e Tete du Mont
Luogo: Valle di Champorcher, Val d'Aosta
Posteggio: spiazzo sulla statale di Champorcher alla frazione di Dublanc, Sallaret.
Partenza: dalla statale, lato opposto ai cartelli del sentiero in prossimità del residence “Villa Franchini”
Quota di partenza e di arrivo: 1110 m
Quota massima raggiunta: 1894 m
Dislivello nominale: 785 m
Dislivello effettivo (con saliscendi): 802 m
Lunghezza intero anello: Km 5,8 circa
Sentiero: ottimamente segnato fino al bosco di Grand Rosier (cerchi giallo 14B – frecce – segni gialli), tracce intuitive dal bosco fino a quasi sulla statale.
Cartografia: IGC n.9 Bassa Valle d'Aosta

Su Google Maps è possibile vedere la mappa satellitare del percorso e qui in basso si può scaricare la traccia Gps.

Altri itinerari in Val d'Aosta presenti in questo sito: Parco del Mont AvicCima Longhede e Becca d'Aver - Le valli laterali.

Cartelli di inizio sentiero sulla statale
Inizio del sentiero di fianco al Residence
L'improvvisa salita subito verticale
Le prime scale ancora nel folto del bosco
A metà salita a strapiombo sulla Valle di Champorcher
Ma siamo passati da lì?
Panorama sulla Valle
Uno dei tratti attrezzati della mulattiera
Dov'è il sentiero???
Roba da mal di testa, vero?
L'impressionante verticalità
L'antico abbeveratoio con la vasca in pietra scavata
L'ultimo tratto normale per Barmelle
Le prime case dell'alpeggio
La chiesetta
Un tratto della bella salita
Dalla dorsale la vista verso il cucuzzolo della Tete du Mont
Dalla Tete du Mont verso la lama dorsale, notare la parete a strapiombo
La cima con la croce e le... nuvole
Ma di orizzontale non c'è nulla?
Pare proprio di no!!!!
Arrivo al Col de Plan Fenetre
Grand Rosier
L'ultimo tratto della mulattiera prima della statale